La città di Loreto

Loreto, la casa di Claudio Cipolletti

Loreto è famosa per essere la sede della Basilica della Santa Casa, uno dei più importanti e antichi santuari di pellegrinaggio del mondo cattolico, tanto che forse solo a Lourdes esiste un simile afflusso di fedeli e pellegrini. La città sorge sulla sommità d’una dolce collina, con un’ampia campagna attorno caratterizzata dalla coltivazione dell’ulivo. Svetta per altezza e maestosità la sagoma della cupola e del campanile della Basilica sulla cui cima si trova la figura della Madonna.

Il panorama sterminato arriva dalla montagna al mare, dando quel sapore unico ed un senso di “pace” che potete ritrovare in tutto quello che andiamo a produrre con il marchio Claudio Cipolletti.

La storia di Loreto

La leggenda Cattolica

La città si è sviluppata intorno alla nota Basilica che ospita la celebre reliquia della Santa Casa dove, secondo la tradizione, la Vergine Maria nacque e visse e dove ricevette l’annuncio della nascita miracolosa di Gesù.

Secondo la tradizione cattolica, quando Nazaret, dove la Santa Casa si trovava, stava per essere conquistata nuovamente dai musulmani, che nel 1291 cacciarono definitivamente i cristiani da Gerusalemme; degli angeli scesi dal cielo strapparono la Casa e la portarono in volo, in più tappe, fino a Loreto.

Transitarono dapprima a Tersatto, nei pressi di Fiume, in Croazia, ma essendo preda molto spesso di ladri e malfattori, la ripresero in volo fin nelle Marche.
Dapprima la posarono nei pressi di Ancona, nel quartiere di Posatora, che si formò proprio intorno alla reliquia; e deriva il suo nome da questo evento Posa-et-Ora.
Vi restò circa otto mesi; poi la ritraslocarono nei pressi di Porto Recanati, in località “Banderuola”, ma troppo esposta ai pericoli delle incursioni turche, la riposarono di nuovo in un altro luogo, in un terreno proprietà di due fratelli che iniziarono a contendersela. Per l’ultima volta gli angeli la ripresero in volo e la posarono, nella notte fra il 9 e il 10 dicembre del 1294, al centro della strada che da Recanati va al suo Porto, sulla cima di una collina coperta di Lauri, e così dal nome latino di Laurus si chiamò Lauretum, quindi Loreto.

Gli studi iniziati sin da pochi anni dopo questo evento, mettono in luce senza ombra di dubbio la provenienza della casa dalla Palestina, sia per stile architettonico che soprattutto per l’uso di materiali costruttivi sconosciuti al territorio delle Marche ed invece molto usati all’epoca in Terrasanta.
Altre evidenze della terra di origine provengono dai dipinti e dai graffiti tuttora visibili che ritraggono santi della chiesa orientale e riportano il passaggio dei pellegrini che sin dall’era di Costantino visitavano la Casa. Inoltre, le dimensioni dell’abitazione coincidono con quelle del “buco” rimasto a Nazaret dove prima si trovava la Casa.

Una recente teoria, supportata dal ritrovamento di documenti posteriori al 1294 afferma che il trasferimento fu operato dai principi Angeli Comneno, un ramo della famiglia imperiale di Costantinopoli. Nel maggio 1900 al vescovo di Digione Mons. Landrieux venne confidata, in segreto, da Giuseppe Lapponi, archiatra pontificio, la scoperta certi documenti negli archivi vaticani. Essi testimoniavano come una nobile famiglia bizantina di nome Angeli o De Angelis, discendente dagli imperatori di Costantinopoli, nel secolo XIII, asportò le mura della Casa della Madonna da Nazaret, salvandole dalle devastazioni musulmane e le portò in Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse a Loreto

Un 'piccolo gioiello' incastonato nelle Marche

Mura

La città è circondata da una cinta muraria eretta a partire già dal XIV secolo come difesa soprattutto dalle incursioni turche nell’Adriatico. Dopo l’assalto di Porto Recanati del 5 giugno 1518 da parte di Selim I il Crudele, Papa Leone X avviò rapidamente la ricostruzione completa delle mura. Dal 1518 al 1522 ci lavorarono tre architetti. Ideate da Antonio da Sangallo il Giovane, realizzate da Cristoforo Resse da Imola e perfezionate da Andrea Sansovino.

Piazza della Madonna

Si apre al termine dell’asse principale del borgo come un vero e proprio spazio monumentale attorno al quale si dispongono i massimi capolavori architettonici di Loreto. È tutta incentrata verso l’imponente mole del Santuario della Santa Casa iniziata nel 1468, terminata solo verso il XVII secolo e completata dal suo campanile dal Vanvitelli nel 1755. I lati nord ed est sono chiusi dal grandioso Palazzo Apostolico progettato da Giancristoforo Romano e costruito da Andrea Sansovino, Antonio da Sangallo e Giovanni Boccalini.

Palazzo della Provincia

Di gusto rinascimentale, sorge lungo corso Boccalini, l’arteria principale della cittadina, è attribuito a Marino di Marco Cedrino o a Giuliano da Maiano.

Palazzo del Comune

Costruito in laterizio, presenta la Torre civica leggermente inclinata eretta nel XVII secolo da Giovanni Branca. La merlatura venne aggiunta nel 1887

Acquedotto degli Archi

Voluto da papa Paolo V in seguito al vertiginoso sviluppo di Loreto e dal sempre crescente flusso di pellegrini

La Santa Casa di Loreto

Il primo Santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine

“La Santa Casa di Loreto è il primo Santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine e vero cuore mariano della cristianità” (Giovanni Paolo lI). Il Santuario di Loreto conserva infatti, secondo un’antica tradizione, oggi comprovata dalle ricerche storiche e archeologiche, la casa nazaretana della Madonna. La dimora terrena di Maria a Nazaret era costituita da due parti: da una Grotta scavata nella roccia, tuttora venerata nella basilica dell’Annunciazione a Nazaret, e da una camera in muratura antistante, composta da tre pareti di pietre poste a chiusura della grotta.

Il rivestimento marmoreo è il capolavoro dell’arte lauretana. Esso custodisce l’umile Casa di Nazareth come lo scrigno accoglie la perla. Voluto da Giulio II ed ideato dal sommo architetto Donato Bramante, che nel 1509 ne approntò il disegno, fu attuato sotto la direzione di Andrea Sansovino (1513-27).

Il rivestimento è costituito da un basamento con ornamentazioni geometriche, da cui si diparte un ordine di colonne striate a due sezioni, con capitelli corinzi che sostengono un cornicione aggettante.

Maggiori informazioni su santuarioloreto.it

La Madonna di Loreto

Madonna di Loreto nera per il fumo

La Madonna di Loreto, detta anche Vergine Lauretana fin dal secolo XVI, rivestita di un caratteristico manto ingioiellato detto dalmatica, è la statua venerata nella Santa Casa. Si tratta di una Madonna nera.

La ragione per cui la Madonna di Loreto è nera secondo la religione è dovuta al fatto che rappresenta quanto citato nel “Cantico dei Cantici” dove si legge: “Bruna sono, ma bella”. A rafforzare questa ipotesi è anche un’altra frase, sempre nello stesso cantico, che Maria dice alle amiche: “Non state a guardare che sono bruna perché mi ha abbronzata il sole” (1, 5-6). Il Sole, che è anche figura di Dio, sarebbe all’origine del fenomeno che caratterizza non solo la Madonna di Loreto ma anche quella di Czestochowa, che sono donne di razza bianca ma di pelle nera.

La statua originaria, risalente al XIV secolo, trafugata dalle truppe napoleoniche nel 1797, fu poi restituita col Trattato di Tolentino e fini’ a Roma. Durante questo periodo di esilio il culto della Vergine Lauretana nella Santa Casa di Loreto fu affidato al simulacro in legno di pioppo (identico all’originale) e oggi conservato a Cannara (PG) che attualmente rimane l’unico esemplare del periodo napoleonico, dopo l’incendio della statua originale del 1921 ad essere stato venerato nella Santa Casa. La statua originale ritornò nel Santuario con un viaggio da “Madonna pellegrina” di otto giorni, dove giunse a Loreto il 9 dicembre 1801.

Quando furono trasportate quelle che sono ritenute le mura della Santa Casa, da Nazareth a Loreto, inizialmente i fedeli veneravano un’icona dipinta su tavola: si trattava di una pittura dolce e bella, con il volto un poco nero. Alcuni studiosi hanno accertato che anticamente molte immagini sacre diventavano scure e a volte anche irriconoscibili per il fumo dei ceri e delle lampade, tanto che spesso era necessario ridipingerle. Molto probabilmente la stessa sorte è capitata anche alla bellissima icona della Santa Casa. All’inizio del XVI secolo l’icona fu sostituita con una statua lignea di abete rosso, delicatamente dipinta. In seguito, il delle lampade ad olio che durante i secoli hanno illuminato il piccolo locale della Santa Casa hanno annerito in modo indelebile anche i marmi esterni del sacello.

Nel 1921 divampò un furioso incendio all’interno del sacello che incenerì la scultura. Per volere di Papa Pio XI, venne subito scolpita una nuova immagine simile alla precedente, utilizzando il legno di un cedro del Libano proveniente dai Giardini Vaticani. Fu modellata da Enrico Quattrini ed eseguita e dipinta da Leopoldo Celani. Nel 1922 il papa la incoronò nella Basilica di San Pietro in Vaticano e la fece trasportare solennemente a Loreto. Il culto della Santa Casa e della Madonna Nera è vivo in molte altre chiese in tutto il mondo, dove in alcuni casi è presente una replica fedele della costruzione conservata a Loreto.